Le Mans: Bamber, il pilota che non ti aspetti
A dispetto della sua poca esperienza, il neozelandese è stato uomo fondamentale per il trionfo della Porsche
Con Earl Bamber avevamo parlato al Paul Ricard in marzo nei giorni del prologo del WEC. Appariva disinvolto, sicuro del fatto suo nonostante la sua esperienza ad alto livello nel mondo dei professionisti fosse assai limitata. Lui, eroe di tante corse della Carrera Cup tedesca e della Supercup internazionale, sembrava quasi un intruso in uno squadrone dove maturità, titoli acquisiti sul campone facevano quasi uno stato dell'arte. Ma quei dubbi li ha fugati, credo definitivamente, proprio alla 24 Ore di Le Mans, perchè la vera sorpresa della corsa è stato lui più che Nico Hulkenberg, del quale si sapeva già tutto. Invece di Bamber si apprezzavano le doti velocistiche, la grinta le potenzialità ma non la maturità tecnico-tattica che ha svelato nella classica francese.
Ancora sembra non rendersene conto ma è lui uno dei fautori del trionfo. Perché è stato il pilota del proprio equipaggio che ha ottenuto il giro più veloce;perchè ha guidato tra la notte e l'alba, in uno dei momenti più delicati dell'impresa Porsche, perché non ha sbagliato nulla e non ha mai perso la pazienza quando veniva stuzzicato dai piloti dell'Audi. Eppure nella conferenza stampa dopo il trionfo nessuno dei tanti giornalisti mondiali presenti gli ha posto delle domande specifiche, tranne un suo connazionale neozelandese
"Forse perché nessuno di loro mi conosce e sa chi sono. Scherzi a parte è vero ho guidato in un momento complesso come d'altronde è complessa tutta la 24 Ore. Ma devo ringraziare la squadra per avermi offerto questa possibilità e per come sono riusciti a trovare l'affidabilità necessaria per darci sicurezza alla guida. Direi che come equipaggi nessuno ha voluto dimostrare di essere più veloce dell'altro perché tutti sono in grado di andare molto forte. L'imperativo era di non toccarsi, di non restare coinvolti in incidenti, di capire e sfruttare le gomme e il loro consumo. È stato un week end perfetto. Uscivamo dai box, stavamo in pista, rientravamo per i pit stop e mai ci siamo trovati in condizioni critiche. Pensa che non abbiamo mai avuto un contatto, la carrozzeria è ancora perfetta, non ha un segno. Davvero un'avventura speciale. Comunque e credo si veda non mi sto ancora rendendo conto di quello che è successo".
Come si è preparato un ragazzo come te che non aveva esperienza diretta nelle grandi corse di durata al volante di una LMP1 per un'esperienza così complessa e di responsabilità?
"Onestamente non è che mi sia posto il problema, anche perché ripeto per un pilota anche quando ha responsabilità forte all'interno di una Casa automobilistica, l'importante è avere la serenità tecnica. Se sa ciò che guida e conosce l'obiettivo della squadra riesce a controllare molto bene le emozioni. Il mio compito che era anche quello di Nico e di Niky era quello di guidare senza pensare di dover fare chissà cosa per dimostrare quanto bravi eravamo. La nostra 919 ci ha permesso di guidare in modo molto confortevole e posso dire che è tutt'altro che semplice su un circuito del genere. Basta vedere cosa è successo nelle prove (ndr l'incidente a Magnussen) per rendersi conto di cosa sia questo circuito. Da una parte piove, in un'altra c'è qualcuno che è nella sabbia fuori pista, in un'altra ancora ti ritrovi una vettura lenta in piena traiettoria, in un punto c'è del viscido. E poi c'è la notte. Insomma se non sei sereno qui sbagli".
Le Mans 2015 sarà ricordato a lungo in Nuova Zelanda. Pensi che laggiù faranno una grande festa?
"Beh penso di si. Siamo in tre neozelandesi ad essere finiti a podio. Io e Brandon su quello della LMP1, Mitch (ndr Evans) in LMP2. Abbiamo dimostrato quanto i kiwi siano forti e anche se proveniamo da un paese molto lontano e piccolo siamo orgogliosi di quello che abbiamo ottenuto. Si credo che faranno un bel po'di confusione. Il podio di Le Mans per tre kiwi è un evento storico"
Credi che questa vittoria rappresenti l'inizio di una nuova carriera?
"Vorrei restare in questo ambiente. La LMP1 e il WEC mi piacciono troppo. Grandi piloti, vetture splendide e avanzate. Spero davvero che non sia solo un sogno"
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